Secondo il consulente della Corte di Giustizia europea, OMT “in principio” in linea con trattato dell’UE

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Come previsto, l’opinione non vincolante della Corte di Giustizia europea sul programma OMT è stata conciliante. La Corte ha affermato che l’OMT è legittimo finché rispetterà determinate condizioni. La BCE dovrebbe evitare di dar via a un programma di aiuti diretti e deve precisare le ragioni dell’adozione di misure non convenzionali. A questo punto, la BCE non avrà difficoltà nel giustificare l’intervento attraverso canali non convenzionali. In primo luogo, si sta lentamente concretizzando la minaccia della deflazione dovuta alla lenta ripresa economica dell’Eurozona. In secondo luogo, la debolezza dei prezzi del petrolio farà peggiorare la deflazione e abbassare ulteriormente le previsioni sull’inflazione per i prossimi mesi. Pare che la BCE abbia ottenuto il via libera a un QE in piena regola.

Nella seconda metà del 2014, la BCE ha introdotto una serie di misure non convenzionali, oltre ai tassi negativi. Due tornate di operazioni LTRO mirate e il programma di riacquisto di debito privato non hanno ottenuto la popolarità prevista, fornendo una motivazione alla BCE per spingere ulteriormente l’espansione degli attivi di bilancio attraverso un QE in stile Fed (acquisto di debito pubblico). Siamo incerti sull’efficienza di questo possibile intervento sull’economia reale, ma le pressioni negative sul complesso EUR dovrebbero intensificarsi. L’EUR/USD ha infranto il supporto storico pari a 1,1743 (livello di debutto del primo gennaio 1999). A nostro avviso, è possibile un’estensione della debolezza. Collochiamo il nostro prossimo obiettivo a 1,1640 (minimo del 2005).

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L’EUR/GBP rientra nella zona ribassista, il MACD diventa negativo e dovrebbe favorire un ulteriore ribasso in caso di chiusura giornaliera inferiore a 0,7815.

Breve nota sui mercati emergenti

Le valute dei mercati emergenti hanno avuto un andamento altalenante, perché c’è stato un indebolimento della propensione al rischio in scia all’abbassamento delle previsioni sulla crescita globale della Banca Mondiale. L’USD/RUB ha compiuto un rally fino a 66,5168 perché il greggio WTI continua a calare, mentre le valute dei paesi importatori di petrolio come TRY e BRL hanno trovato ordini d’acquisto migliori. Il deterioramento delle partite correnti in Turchia (-5,64 mld a novembre) non ha innescato reazioni degne di nota sul mercato, perché si ritiene che sarà temporaneo e dovuto all’improvviso aumento delle importazioni di oro. Nei prossimi mesi, la distorsione di breve termine emersa dalle cifre di novembre dovrebbe addolcirsi e dovremmo assistere a una nuova contrazione del deficit delle partite correnti. Ciò lascia presagire che continueranno le pressioni su tassi più bassi e che la banca centrale sarà costretta a tagliare i tassi nel corso del primo trimestre. L’USD/TRY rimbalza dalla media mobile a 50 giorni, segnata l’ultima volta il 5 dicembre, gli indicatori di trend e momentum favoriscono una correzione al ribasso più marcata. La coppia testa i livelli fra 2,2787/98 (media mobile a 50 giorni / 61,8% di Fibonacci sul rally da maggio a dicembre 2014); una violazione dovrebbe farla scendere verso 2,2382/2,2530 (50% di Fibonacci sul rally da maggio a dicembre / media mobile a 100 giorni).

In Brasile, il nuovo ministro delle Finanze Levy ha detto che la politica fiscale dovrebbe rendere meno necessario un Selic più elevato, perché dovrebbe frenare la domanda dei consumatori e quindi raffreddare l’inflazione, ormai a livelli preoccupanti, superiori alla zona obiettivo della BCB (4,5% +/-2%). Aumenti del tasso relativamente più bassi dovrebbero contribuire ad attrarre gli investitori e quindi a stimolare la crescita. La teoria di per sé è buona, ma il governo di Rousseff dovrà fare in modo che il consolidamento fiscale avvenga in modo da favorire la crescita. Il 21 gennaio la BCB annuncerà la sua decisione di politica monetaria; la banca centrale dovrebbe aumentare il tasso Selic di altri 50 punti base, portandolo al 12,25%. Le previsioni di tassi più alti dovrebbero rendere ancora attraente il real brasiliano (BRL). L’USD/BRL testa il 76,4% di Fibonacci sul rally da luglio a dicembre (2,6253). Una violazione sotto questo livello dovrebbe spianare la strada verso 2,5375/2,5420 (supporto di dicembre / 61,8% di Fibonacci).

Ipek Ozkardeskaya
Market Analyst
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