Rendimenti di nuovo contrastati sull’azionario perché il mercato attende Yellen

Scritto il alle 11:03 da [email protected]

In Asia, i rendimenti azionari sono stati contrastati nonostante la solida seduta di martedì a Wall Street. I listini giapponesi hanno chiuso in territorio positivo, spinti da uno yen leggermente più debole. Il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,56% e il più ampio indice Topix è salito dello 0,73%, mentre l’USD/JPY testava il livello a 100,52 a Tokyo. Nella Cina continentale, i titoli hanno oscillato intorno allo zero. In Europa, i future sui listini azionari sono negativi e puntano a un’apertura in ribasso.

Nella notte, l’USD si è rafforzato contro gran parte delle valute, perché aumentano le scommesse degli operatori su un modesto rialzo del tasso d’interesse della Fed entro la fine dell’anno. Nella notte, le probabilità di un intervento a settembre, ricavate dal mercato dei future sui fondi federali, sono salite al 28%, sull’onda del dato superiore alle attese riferito alle vendite di case nuove. A luglio le vendite di nuove abitazioni negli valute 24USA hanno fatto registrare il massimo da 9 anni, con un rialzo del 12,4% m/m, attestandosi a 654 mila unità su base annua, superando ampiamente la contrazione del 2% prevista dal mercato. Il contesto di tassi d’interesse molto bassi e il mercato del lavoro relativamente solido creano le condizioni perfette per una bolla del mercato immobiliare, che la Fed sicuramente non ignorerà. Tuttavia, come succede in altri paesi, ad esempio la Nuova Zelanda e l’Australia, ci sono vari modi per affrontare questo problema, il taglio dei tassi non è l’unico. Il mercato si sta innervosendo in vista dell’imminente discorso di Yellen, in programma venerdì a Jackson Hole, dopo che molti membri della Fed, fra cui il vice presidente Stanley Fischer, hanno fatto commenti da falco, suggerendo che la Fed sta per intervenire. Nell’ultima settimana il biglietto verde si è mosso come su ottovolante, perché gli investitori continuano a dubitare che vi sia un forte consenso fra i membri della Fed. Stamattina l’indice del dollaro ha guadagnato un marginale 0,15%, salendo a 94,66 dopo aver toccato quota 94,21 ieri. Il mercato sarà quindi sensibile ai cruciali dati USA che saranno pubblicati prima di venerdì. In Sudafrica, il rand ieri ha subito un forte colpo contro il biglietto verde sull’onda delle voci che il ministro delle Finanze Pravin Gordhan potrebbe essere sollevato dall’incarico perché sarebbe stato convocato dalla polizia. La coppia USD/ZAR ha guadagnato più del 5% nelle ultime 24 ore, attestandosi a 14,1379, livello massimo dal 29 luglio, mentre i rendimenti dei titoli di Stato sudafricani a scadenza decennale sono lievitati di più di 50 punti base, salendo al 9% dopo l’ondata di vendite di buoni del Tesoro. Poiché prende sempre più quota l’ipotesi di un restringimento ad opera della Fed, la coppia di valute è sicuramente soggetta a un rischio al rialzo. Al rialzo, si osserva una resistenza a 14,23 (media mobile a 50 giorni), mentre al ribasso l’area di supporto giace intorno a 13,00 (minimo precedente e livello psicologico).

 

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