Mercato scettico sull’abilità della Fed di alzare i tassi

Scritto il alle 13:57 da [email protected]

Ieri la pubblicazione dei verbali del FOMC di luglio ha innescato un’ondata di vendite sull’USD, malgrado i toni relativamente aggressivi del comunicato, stando ai quali la Fed potrebbe intervenire già a settembre. All’ultima riunione di luglio, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati sulla scia dei deboli dati economici. Dai verbali emerval 18ge che la Fed si sta lentamente orientando verso un rialzo del tasso di riferimento, ma le parole e i toni utilizzati suggeriscono che non c’è fretta. Inoltre, dai mercati emerge che fra i membri della Fed non c’è un’opinione unanime e ciò fa aumentare le preoccupazioni sulla possibilità di un rialzo del tasso d’interesse prima della fine dell’anno. Il mercato sconta solo una probabilità del 14% di un rialzo a settembre e di circa il 30% a dicembre. L’azionario USA ha guadagnato marginalmente dopo la pubblicazione: l’S&P 500 è salito dello 0,019%, il Dow Jones dello 0,12% e il Nasdaq è rimasto piatto. L’USD ha subito nuove pressioni a vendere e l’indice del dollaro – che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di valute – ha ceduto lo 0,50%.

Il biglietto verde ha stornato i guadagni di ieri contro lo yen giapponese, dalla pubblicazione dei verbali la coppia USD/JPY ha perso lo 0,60%. Dall’inizio del mese la coppia di valute ha ceduto quasi il 3%, perché i partecipanti al mercato scommettono sull’incapacità della Banca del Giappone di far indebolire lo yen. La coppia USD/JPY sta testando il forte supporto che giace a 100 e potrebbe iniziare a dirigersi verso il supporto a 99,02 (minimo 24 giugno). Dopo una fase di stabilizzazione, gli investitori stanno diventando ribassisti sull’USD/JPY, gli indici d’inversione del rischio stanno passando bruscamente in territorio negativo. L’inversione di rischio delta 25 a una settimana è scesa all’1,9%, quella a un mese al 2,15%; ciò suggerisce che gli investitori stanno acquistando maggiore protezione al ribasso.

In Australia, l’AUD ha ottenuto nuovi stimoli dall’incoraggiante rapporto sul lavoro. A luglio la disoccupazione è scesa al 5,7% (rispetto al 5,8% delle previsioni medie e del rilevamento precedente), mentre il tasso di partecipazione è rimasto stabile al 64,9%. Tuttavia, prendiamo questi dati con le pinze, perché il miglioramento dell’occupazione è dovuto all’aumento degli impieghi a tempo parziale, cresciuti di 71.600 unità, mentre quelli a tempo pieno sono diminuiti di 45.400 unità, cifre che lasciano intendere che l’economia non scoppia di salute. La coppia AUD/USD è risalita sopra il livello a 0,77 dopo aver toccato quota 0,7610 prima della pubblicazione dei verbali della Fed. Rimaniamo ribassisti sull’AUD, tuttavia, vista la crescente possibilità che la Fed non intervenga fino al prossimo anno, il dollaro australiano potrebbe trarre beneficio da una marcata debolezza dell’USD.

 

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