Mercato forex sull’ottovolante

Scritto il alle 10:49 da [email protected]

Dopo essere stato oggetto di diffuse vendite contro gran parte delle valute G10, sul finire della seduta europea l’USD ha stornato le perdite sulla scia delle crescenti attese di un rialzo del tasso della Fed a settembre, dopo che funzionari della Fed hanno sottolineato la propensione della banca centrale ad alzare i tassi prima della fine dell’anno. Il presidente della Fed di New York William Dudley ha avvertito che gli investitori sottovalutano la probabilità di un rialzo del tasso, aggiungendo che, secondo lui, la Fed potrebbe iniziare ad aumentare gli oneri finanziari già a settembre. Qualche ora dopo, il presidente della Fed di Atlanta Lockhart ha ripetuto di essere fiducioso nell’economia USA, affermando che la crescita accelererà nella seconda parte dell’anno e che ciò giustificherebbe “una discussione seria sull’aumento del tasso.” L’USD ha così compiuto un rimbalzo, le probabilità di un rialzo del tasso a settembre – ricavate dai future sui fondi federali – sono risalite al 22% dal 18% di lunedì.valute 17

I commenti da falco hanno fatto salire l’intera curva dei rendimenti, quelli dei titoli a 2 anni, sensibili alla politica monetaria, sono balzati di 6 punti base, allo 0,75%, mentre il decennale ha guadagnato 7 punti base, salendo all’1,57%. Di conseguenza, gli operatori si sono buttati sul biglietto verde, vendendo i lunghi in JPY e facendo risalire l’USD/JPY sopra la soglia a 101. Ancora una volta la divisa non è riuscita a sfondare al ribasso la forte resistenza che giace alla soglia a 100 (minimi precedenti e livelli psicologici).

Il dollaro neozelandese ha fatto registrare le perdite maggiori, dopo l’USD, nel comparto G10, cedendo lo 0,37% contro il biglietto verde nonostante il solido rapporto sull’occupazione riferito al secondo trimestre. Il tasso di disoccupazione è sceso, infatti, più del previsto, al 5,1% (rispetto al 5,3% delle previsioni medie e alla cifra, rivista al ribasso, pari al 5,2% del trimestre precedente). Il tasso di partecipazione è salito dal 69,7% dal 68,8% del primo trimestre, dopo che l’Ufficio di Statistica neozelandese ha modificato il modo in cui raccoglie i dati. Il forte miglioramento del tasso di disoccupazione deve essere preso cum grano salis, poiché rappresenta una discontinuità nella serie. La coppia NZD/USD ha ceduto lo 0,42% a Tokyo, in calo a 0,7250 dallo 0,7322 dei primi scambi nella seduta asiatica. Il kiwi ha tentato più volte di sfondare la forte area di resistenza a 0,7350 e ora si muove al ribasso, perché si va attenuando l’interesse all’acquisto. Ci aspettiamo che la coppia continui a scambiare con un’inclinazione negativa, perché le attese crescenti di un restringimento da parte della Fed continuerebbero a esercitare pressione sulla coppia di valute.

Oggi gli operatori monitoreranno il rapporto sul lavoro nel Regno Unito; il sondaggio ZEW in Svizzera; le richieste di mutui MBA, le scorte di greggio e i verbali del FOMC di luglio negli USA; il tasso di disoccupazione, l’IPC e le vendite al dettaglio in Russia.

 

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