Crollo della sterlina britannica sulla scia dei commenti da colomba di McCafferty (BoE)

Scritto il alle 10:38 da [email protected]

Martedì la sterlina britannica ha ricominciato a scendere dopo che Ian McCafferty, uno dei falchi più aggressivi del CPM, ha dichiarato che la banca centrale dovrebbe tenersi pronta a intervenire con un nuovo allentamento se l’economia del Regno Unito dovesse rallentare, come previsto dai sondaggi iniziali. La coppia GBP/USD ha ceduto lo 0,50% a Tokyo, scendendo fino a un minimo pari a 1,2973. Al ribasso, si osserva un supporto chiave a 1,2798 (minimo 6 luglio); scendendo ancora, un valute oggisupporto giace a 1,20 (minimo aprilo/maggio 1985). La sterlina britannica dovrebbe continuare a muoversi con un’inclinazione negativa, perché la BoE ha spianato la strada a nuovi stimoli monetari.

Fra le valute G10, al secondo posto fra le peggiori troviamo il dollaro australiano. L’AUD, infatti, ha ceduto lo 0,25% contro il biglietto verde, scivolando fino a un minimo pari a 0,7622 USD. Nel complesso, sembra che il taglio del tasso deciso la scorsa settimana dalla RBA abbia messo fine al rally dell’aussie. Inoltre, il rapporto NAB sulle condizioni delle aziende, pubblicato ieri sera, ha mostrato un calo a 8 punti, rispetto agli 11 (cifra rivista al ribasso) del mese precedente, suggerendo che l’economia australiana fa fatica a tenere il passo dopo il buon avvio del 2016. La fiducia delle imprese è scesa a 4 punti dalla cifra rivista al ribasso pari a 5. Per la seconda volta da venerdì, la coppia AUD/USD non è riuscita a violare al rialzo la forte resistenza a 0,7650-76. Manteniamo la nostra impostazione ribassista sull’AUD, anche se la caccia ai rendimenti, che ha guidato i mercati finanziari nelle ultime settimane, potrebbe continuare ad alimentare il rally delle valute legate alle materie prime.

In Svizzera, a luglio il tasso di disoccupazione è rimasto grossomodo invariato, attestandosi al 3,3%. Rispetto al luglio dello scorso anno, il tasso di disoccupazione è salito del 4,2%, valore pari a 139 mila persone, perché la forza del franco svizzero continua a pesare sull’intera economia svizzera. La reazione dell’EUR/CHF è stata tiepida; dai ieri la coppia di valute si muove in una fascia molto ristretta. La moneta unica ha infranto al rialzo la media mobile a 50 giorni (attualmente pari a 1,0876) e ora sta per testare quella a 200 giorni (ora a 1,0919). Il franco svizzero ha trovato un solido interesse all’acquisto sull’onda del referendum sulla Brexit, perché gli investitori rifuggono l’incertezza che ne è derivata vendendo la moneta unica e la sterlina britannica. Il franco svizzero non è ancora al sicuro e dovrebbe continuare a essere oggetto di considerevoli pressioni al rialzo, fintanto che gli investitori attendono che si delinei un quadro più chiaro delle prospettive per il Regno Unito e l’UE.

Sui mercati azionari, gli indici regionali asiatici sono per lo più positivi, anche se registriamo i primi segnali che il rally sta perdendo slancio. In Giappone il Nikkei ha guadagnato lo 0,69%, mentre nella Cina continentale il CSI 300 è salito dello 0,61%. L’Hang Seng di Hong Kong ha ceduto lo 0,21%, mentre l’ASX australiano è avanzato dello 0,27%. Tuttavia, nei mercati emergenti asiatici, l’indice composito di Jakarta ha ceduto lo 0,35% e il Sensex indiano lo 0,58%, ciò suggerisce che sta finendo il rally della propensione al rischio. In Europa, i future sugli indici azionari si muovono per lo più in territorio negativo.

 

 

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