Voto sulla Brexit: non è tutto bianco o nero

Scritto il alle 15:08 da [email protected]

Dopo quella che è sembrata un’interminabile attesa, è arrivato finalmente il giorno del referendum sull’appartenenza all’UE nel Regno Unito. Attendiamo con trepidazione il risultato. Raramente il mercato finanziario ha vissuto un evento caratterizzato da un esito così imprevedibile. Anche se continuiamo a credere che l’esito equivarrà al lancio di una monetina, i mercati segnalano che il fronte dei “Remain” è in vantaggio. La coppia ha raggiunto il livello a 1,4844, massimo da 6 mesi, mentre le scommesse indicano un 76% di probabilità di una vittoria dei “Remain”. Anche la volatilità di breve termine della GBP è scesa significativamente dai massimi, rendendo insensata la decisione di mettere una protezione a tutti i costi. Prevediamo cha la volatilità sul mercato continuerà a scendere e che l’azione dei prezzi si consoliderà fino alle 20:00 (BST, orario estivo britannico). Questa potrebbe essere l’ora delle streghe, perché poi le voci, le dicerie e le notizie genereranno una volatilità eccessiva, che provocherà condizioni di illiquidità e una dislocazione dei prezzi. Consigliamo ai clienti di operare con estrema cautela. Una delle prime circoscrizioni che renderà noto il risultato sarà quella del Sunderland, che dovrebbe dare la tendenza generale. Se il voto nel Sunderland sarà un testa a testa o una chiara maggioranza dei voti per rimanere, si presume che il voto “remain” vincerà. Entro le 05:00 BST, l’80% dei seggi dovrebbe aver annunciato il risultato, che darà una visione più chiara dell’esito finale.

Ciò nonostante, secondo noi tutto viene presentato in modo troppo ordinato. Dobbiamo pensare a narrazioni diverse, perché non sarà un processo lineare, nonostante i nostri tentativi di renderlo ordinato. Potrebbero esserci polemiche sul processo di voto, ricordate le schede solo parzialmente perforate della Florida alle elezioni presidenziali del 2000. Ci sono, inoltre, molti precedenti che indicano che un referendum non è legalmente vincolante. Durante la crisi finanziaria, il Congresso USA ha bocciato il programma TARP, per poi approvarlo, qualche giorno dopo, con una maggioranza del 90%. Analogamente, gli esiti dei referendum democratici svoltisi in Grecia e in Ucraina sono stati completamente ignorati. Non possiamo escludere uno scenario simile, quindi, mentre effettuate le vostre operazioni, non dimenticate che sarà un testa a testa e che si devono considerare aspetti non-lineari.

Fatta questa premessa, la nostra operazione iniziale su un risultato a favore della Brexit non è niente di rivoluzionario, ovvero vendere GBP e EUR e acquistare valute rifugio, come USD, JPY e CHF (operazioni inverse se vincerà il fronte “Remain”). L’operatività di secondo livello dovrebbe concentrarsi sulla vendita di valute molto esposte ai commerci con entrambe le nazioni, perché prevediamo una contrazione della crescita dovuta alle incertezze nell’immediato. Sono quindi a rischio NOK, PLN e SEK. In questo scenario, dubitiamo che fattori contrapposti, come lo status di rifugio sicuro e la correlazione con i prezzi del petrolio, proteggeranno SEK e NOK da vendite nell’immediato. Infine, ci concentriamo sulla sensibilità al rischio globale, valute ad alto beta come MXN, TRY e ZAR sembrano le più vulnerabili a un esito che genererà avversione al rischio. Per quanto riguarda i tassi, poiché i rendimenti dei titoli tedeschi sono inferiori allo zero, gli investitori preferiranno i titoli di Stati USA, alla ricerca di rendimenti nominali più elevati sui titoli USA a scadenza lunga, facendo appiattire la curva dei rendimenti e spingendo al rialzo l’USD.

Ricordate, operate con cautela perché nessuno sa davvero cosa aspettarsi!

Norvegia: tassi sui depositi invariati allo 0,5% (di Yann Quelenn)

Poiché è arrivato il D-Day e tutti gli occhi sono puntati sulla Brexit, non si aspettava con grande trepidazione la decisione sui tassi della Norvegia. I mercati finanziari avevano già messo in conto che la Norges Bank avrebbe mantenuto i tassi invariati allo 0,5%. In effetti, viste le incertezze globali sull’Unione Europea, crediamo che la banca centrale norvegese attenderà l’esito del referendum sulla Brexit prima di adeguare la sua politica monetaria. Il voto sulla Brexit è davvero simile al lancio di una monetina e le conseguenze di entrambi gli esiti sono difficili da valutare.

Riteniamo, tuttavia, che sia possibile una reazione della banca centrale norvegese dopo l’esito del referendum sulla Brexit e che essa terrà anche conto del fatto che il rimbalzo dei prezzi del petrolio è venuto meno, anche se un barile di Brent rimane intorno ai 50 USD. Il fatto che il prezzo del petrolio si sia fermato su questo livello ha fatto calare la domanda di NOK. Ci aspettiamo, tuttavia, che la domanda globale di oro nero sarà allo stesso livello della produzione attuale e che quindi la domanda globale continuerà ad aumentare. Crediamo, quindi, che i banchieri abbasseranno i tassi d’interesse per anticipare l’aumento della domanda di NOK nel medio termine.

Ci sembra evidente, inoltre, che il contesto generale di tassi d’interesse bassi e negativi sta spingendo i regolatori ad adeguare la loro politica, perché ci potrebbero essere flussi massicci di denaro che farebbero apprezzare significativamente la valuta. La minaccia alla stabilità dei prezzi è fonte di grande preoccupazione per la Norvegia. L’inflazione è molto forte. Le ultime cifre sull’inflazione, riferite a maggio, hanno superato le attese attestandosi al 3,3%, cifra superiore all’obiettivo d’inflazione fissato dalla banca centrale, pari al 2,5%. La Norvegia, come molti altri paesi, per ora non interviene, ma è pronta a reagire.

grafico 1

The Risk Today

Yann Quelenn

EURUSD L’EUR/USD è in rialzo. Si osserva una resistenza a 1,1416 (massimo 09/06/2016). Il supporto orario giace a 1,1237 (minimo 22/06/2016). Si continuerà a monitorare il triangolo simmetrico. A più lungo termine, la struttura tecnica favorisce un’impostazione ribassista che perdurerà a lungo, finché reggerà la resistenza a 1,1714 (massimo 24/08/2015). La coppia si muove all’interno della fascia dall’inizio del 2015. Un forte supporto giace a 1,0458 (minimo 16/03/2015). Tuttavia, l’attuale struttura tecnica, in atto dallo scorso dicembre, implica un graduale aumento.

GBPUSD La coppia GBP/USD ha raggiunto la resistenza a 1,4849 (massimo 30/12/2015), prima di scendere nuovamente. Tuttavia, ciò conferma che le pressioni all’acquisto sono considerevoli. C’è un forte supporto a 1,4013 (minimo 16/06/2016). Previsto un ulteriore rialzo. Il modello tecnico di lungo termine è negativo e favorisce un ulteriore calo verso il supporto chiave a 1,3503 (minimo 23/01/2009), finché i prezzi rimarranno sotto la resistenza a 1,5340/64 (minimo 04/11/2015, si veda anche la media mobile a 200 giorni). Tuttavia, le generali condizioni di ipervenduto e la recente ripresa dell’interesse all’acquisto spianano la strada a un rimbalzo.

USDJPY L’USD/JPY si sta ancora consolidando, dopo il recente apprezzamento. Tuttavia, le pressioni alla vendita sembrano ancora significative. Di conseguenza, la struttura tecnica continua a favorire un movimento successivo al ribasso. Monitorare il test del supporto orario a 103,55 (minimo 16/06/2016). Una resistenza oraria giace a 105,06 (minimo 21/06/2016). Il momentum di medio termine è chiaramente orientato verso il basso. Si prevede un ulteriore indebolimento. Propendiamo per un’impostazione ribassista a lungo termine. Il supporto giace a 103,56 (minimo 28/08/2014). A questo punto, sembra molto improbabile un graduale aumento verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un monitoraggio del supporto a 103,56.

USDCHF La volatilità dell’USD/CHF sta diminuendo. La coppia continua a calare all’interno del canale ribassista. Il supporto orario è costituito da 0,9533 (minimo infragiornaliero). La coppia dovrebbe mostrare crescenti pressioni alla vendita. In un’ottica di lungo termine, la coppia continua a muoversi nella fascia dal 2011, malgrado qualche turbolenza generata dalla rimozione dell’ancoraggio del CHF da parte della BNS. Il supporto chiave giace a 0,8986 (minimo 30/01/2015). Dallo scorso dicembre, la struttura tecnica favorisce un’impostazione rialzista di lungo termine.

grafico2

 

 

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