Niente spunti dalla Yellen – mercato confuso; l’AUD rimbalza

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imm 1Il discorso di ieri di Janet Yellen è stato l’ultimo prima della riunione del FOMC del 14-15 giugno. Gli investitori hanno quindi fatto del loro meglio per carpire la tempistica del prossimo rialzo dei tassi. Il minimo che possiamo dire è che Janet Yellen non è stata di grande aiuto in quanto non ha fornito alcun indizio in merito a tale tempistica. Tuttavia ha ribadito la sua visione per cui l’economia americana è sulla strada giusta e che vede “buone ragioni per ritenere che le forze positive a sostengono della crescita dell’occupazione e dell’aumento dell’inflazione continueranno a superare quelle negative.” La maggior parte dei cross sull’USD non hanno reagito molto al discorso di Yellen; tuttavia l’EUR/USD ha registrato alcuni movimenti bruschi durante il discorso. L’EUR/USD è sceso inizialmente a 1,1326 prima di rimbalzare fino a 1,1393 e, infine, stabilizzarsi a circa 1,1360.

Ora che la Fed ha dichiarato chiaramente che le condizioni attuali non giustificano un rialzo dei tassi in estate, la probabilità di registrare due rialzi dei tassi quest’anno è scesa a zero. Inoltre, saremmo fortunati anche qualora se ne registrasse uno solo. In un tale contesto auspichiamo che l’EUR/USD guadagni slancio e torni verso 1,15 nel breve termine. Dopo il taglio dei tassi a maggio, la Reserve Bank of Australia ha mantenuto invariato il tasso di cassa al minimo storico all’1,75%. La decisione è stata ampiamente prevista; tuttavia il mercato ha valutato in cosa il governatore Stevens ribadirebbe la sua impostazione accomodante. In tale contesto è stata una delusione e la reazione del mercato è stata rapida. L’AUD/USD è balzato dell’1% a 0,7438 dopo l’annuncio, raggiungendo il suo livello più alto dal 6 maggio. La coppia si muove verso la prossima resistenza che attualmente si ubica a 0,7474 (media mobile a 50 giorni). Sul medio termine, la coppia rimane all’interno dell’impostazione rialzista; tuttavia sul lungo termine il dollaro australiano opera ancora all’interno di un canale discendente. Sul versante discendente, un supporto robusto può essere trovato a 0,7145 (minimo dal 24 maggio). Nel Regno Unito, le inversioni di rischio delta-25 a un mese (differenza di volatilità tra delta-25 call e put) sono scese stamane a -6,8%, con gli operatori che hanno mantenuto la protezione di acquisto a fronte di un ulteriore deprezzamento della GBP in vista del voto sul Brexit. La volatilità sull’opzione ATM a 1 mese continua a salire ulteriormente e segna il 22,25% in sessione asiatica. Il trading spot GBP/USD è stato altrettanto molto volatile a Tokyo con la coppia che ha registrato un balzo dell’1,25% passando a 1,4660. Le voci circolanti hanno attribuito la mossa a un errore tecnico. In ogni caso, la reazione della sterlina suggerisce che la liquidità è molto sottile e che gli operatori sono agitati. Oggi gli operatori osserveranno le riserve in valuta estera della Svizzera; la produzione industriale dalla Spagna; la produzione industriale dalla Norvegia; il PIL della zona euro; il discorso di Carney della BoE presso l’Università di Alberta.

 

 

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