Attenzione puntata sull’IPC USA, la BoE alzerà i tassi

Scritto il alle 13:33 da [email protected]

Oltre al voto sulla proposta di salvataggio greco al Bundestag, i partecipanti al mercato oggi guarderanno anche agli Stati Uniti dove, nel pomeriggio, saranno pubblicati i dati sui prezzi al consumo di giugno. Il prezzo pagato dai consumatori per un paniere di beni di consumo e servizi dovrebbe essere cresciuto dello 0,1% su base annua e dello 0,3% rispetto a maggio. Se consideriamo il dato al netto delle componenti volatili, come i prezzi di generi alimentari ed energia, a giugno l’inflazione è prevista in crescita dell’1,8% a/a rispetto all’1,7% della lettura precedente. Ciò significa che l’IPC primario si sta avvicinando all’obiettivo del 2% fissato dalla Fed, sviluppo che fa crescere la fiducia degli investitori nell’avvio del ciclo restrittivo a settembre. Tuttavia, il dato riferito all’inflazione preferito dalla Fed è ancora lontano dall’obiettivo del 2%. La spesa per i consumi personali (PCE) a maggio è cresciuta solo dello 0,2% a/a e nello stesso periodo il deflatore PCE si è attestato all’1,2% a/a.

Nel complesso, per il mese di giugno i mercati prevedono solo un esiguo rialzo dell’inflazione e, anche se il dato sull’inflazione primaria dovesse superare le previsioni, non sarà di grande supporto a un rialzo del tasso a settembre; dovremo, infatti, aspettare fino al 3 agosto per avere il PCE riferito a giugno. In vista della pubblicazione dell’IPC, l’EUR/USD si sta muovendo lateralmente, sotto la soglia a quota 1,09. Una cifra superiore alle attese darà nuovi impulsi e consentirà all’EUR/USD di sfidare il forte supporto a quota 1,0821 (minimo precedente); in caso di violazione, quello successivo giace a 1,0819 (minimo 27 maggio).

La BoE si prepara ad alzare i tassi (di Yann Quelenn)

Ieri, in un discorso alla Lincoln Cathedral, il governatore della Banca d’Inghilterra (BoE) Mark Carney ha dichiarato che probabilmente a fine anno saliranno i tassi d’interesse. Ha poi aggiunto che “l’era dei tassi bassi sui mutui sta per finire”. Tuttavia, nel tentativo di minimizzare questa osservazione, ha detto che i rialzi dei tassi dureranno almeno tre anni e che probabilmente saliranno a un livello pari alla metà della media storica del 4,5%.

La BoE si trova ad affrontare risparmiatori e investitori britannici che vogliono rendimenti migliori. Tuttavia, un rialzo del tasso a fine anno probabilmente raffredderebbe il mercato immobiliare. Nell’ultimo anno, c’è stato già un calo della crescita dei prezzi delle abitazioni nel Regno Unito. Ciò nonostante, i prezzi delle case sono su livelli molto elevati. Le famiglie indebitate corrono i rischi più grandi, perché dovranno pagare di più per i mutui. Inoltre, ciò farà contrarre la spesa dei consumatori, andando a pesare sul PIL del Regno Unito.

Ecco perché manteniamo un certo scetticismo rispetto a queste dichiarazioni. Vale la pena ricordare che l’inflazione resterà debole a causa del persistere dei prezzi bassi del petrolio. Carney ha aggiunto che i dati del prossimo trimestre saranno importanti nella decisione sul rialzo del tasso di fine anno. Ha fatto notare che sarà necessaria una crescita del PIL pari allo 0,6% t/t. Per il momento, la crescita del PIL del primo trimestre si attesta allo 0,3%. La coppia GBP/USD viene scambiata intorno a 1,5660 e dovrebbe apprezzarsi ulteriormente considerando la riluttanza della Fed, che si mantiene neutrale rispetto al futuro rialzo del tasso.

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