Ancora in calo i mercati azionari cinesi, in Brasile scendono le vendite al dettaglio

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L’EUR/USD sta facendo fatica a violare il supporto chiave a 1,10 nonostante l’elevato livello d’incertezza intorno all’accordo greco. I deludenti dati pubblicati ieri negli USA potrebbero essere ritenuti responsabili di questo stato di cose: a giugno, infatti, le vendite al dettaglio sono risultate sorprendentemente deboli, in calo del -0,3% m/m a fronte del +0,3% previsto (il dato precedente è stato rivisto al ribasso, all’1% m/m rispetto all’1,2% della prima lettura). Sempre a giugno, l’indice NFIB sull’ottimismo delle piccole imprese è calato a 94,1 punti rispetto ai 98,5 previsti dagli analisti, valore più prossimo ai 98,3 punti del mese precedente. I dati recenti lasciano presagire un secondo trimestre più debole negli USA, a dimostrazione che l’economia potrebbe non essere ancora pronta per un rialzo del tasso. Gli operatori continuano a esitare sulla direzione da prendere nelle operazioni in EUR/USD, perché la situazione greca da una parte e la debolezza dei dati USA dall’altra puntano verso direzioni opposte.
In Brasile, i dati fondamentali continuano a far presagire ulteriori rischi al ribasso; a maggio le vendite al dettaglio sono calate del -0,9% rispetto al -0,3% delle previsioni medie. Inoltre, il dato precedente è stato rivisto al ribasso, al -0,5% m/m dal -0,4% di aprile. Visto lo sfasamento temporale di questo indicatore, ancora non si percepiscono gli effetti negativi dei guai europei e del crollo delle borse cinesi. Non c’è niente che faccia pensare a un miglioramento dei dati a giugno.
In Cina, pare che i ripetuti tagli del tasso della PBoC stiano funzionando: nel secondo trimestre la crescita è rimasta stabile, attestandosi al 7% a/a rispetto al 6,8% previsto. Inoltre, le vendite al dettaglio di giugno hanno superato tutte le previsioni, attestandosi a un solido 10,6% a/a, più del 10,2% previsto. In fin dei conti, pare che la PBoC sia riuscita a fornire un atterraggio morbido all’economia cinese. C’è ancora lavoro da fare, perché il settore manifatturiero fa ancora fatica a mostrare una crescita solida. Il Composite di Shanghai è in calo del -3,74%, quello di Shenzhen del -4,21%.
In Giappone, la BoJ ha mantenuto invariata la sua politica fiscale e continuerà ad espandere la base monetaria a un ritmo annuale pari a 80 mila miliardi di yen. La Banca del Giappone ha rivisto al ribasso le proiezioni sull’inflazione di fondo per il 2015, fissandole allo 0,7% rispetto allo 0,8% di aprile. La banca ha anche tagliato le previsioni di crescita per il 2015, dal 2% all’1,7%. Il Giappone quindi non porrà termine all’allentamento quantitativo. Il Nikkei guadagna lo 0,38%, mentre l’USD/JPY si stabilizza intorno a 123,20 (38,2% di Fibonacci sul rally di maggio-giugno).
In Canada, secondo le nostre previsioni e quelle del mercato, il governatore Poloz dovrebbe tagliare il tasso d’interesse di 25 punti base, portandolo allo 0,50%, nel tentativo di sostenere l’economia canadese in difficoltà a causa dei bassi prezzi del petrolio e della debole domanda dagli USA. L’USD/CAD si prepara a testare la forte resistenza che giace a 1,2784 (massimo di marzo 2015). Sul lato discendente, si osserva un supporto intorno a 1,2563 (massimo precedente).
Nel Regno Unito, i commenti di Carney sulle crescenti probabilità di un rialzo del tasso della BoE ieri pomeriggio hanno fatto salire il cable da 1,5480 a 1,5603. Oggi sarà diffuso il rapporto sull’occupazione ILO, che dovrebbe rimanere stabile al 5,5% nel mese di maggio. La coppia GBP/USD ha appena infranto il livello di resistenza a 1,5640 (38,2% di Fibonacci sul rally di giugno) e deve ancora confermare questa violazione. Al ribasso, il supporto più vicino si trova a 1,5550 (50% di Fibonacci), mentre al rialzo osserviamo una resistenza a 1,5930 (massimo precedente).

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