Mercati valutari tranquilli, vendite al dettaglio negli Stati Uniti in ascesa

Scritto il alle 11:08 da [email protected]

Nella sessione asiatica i mercati valutari sono rimasti in silenzio con la maggior parte delle valute del G10 scambiate all’interno di fasce. Dopo un calendario economico leggero negli Stati Uniti, per la prima metà della settimana, ieri abbiamo finalmente ottenuto alcuni dati economici freschi con le vendite al dettaglio di maggio, l’indice dei prezzi all’importazione e le richieste dei sussidi di disoccupazione. La prima relazione indica che i consumatori americani sono ora più inclini a spendere nuovamente dopo aver tagliato la spesa per quasi tutto il primo trimestre. Le vendite al dettaglio hanno registrato un balzo dell’1,2% m/m a maggio o dell’1% ex Auto. I prezzi all’importazione sono nuovamente in aumento dopo essere stati in modalità contrazione per dieci mesi consecutivi. L’indice ha registrato un balzo dell’1,3% m/m a maggio a fronte dell’0,8% previsto, sospinto da un aumento dei prezzi del greggio. Tuttavia, il prezzo all’importazione permane in deflazione su base a/a, con una contrazione del -9,6% rispetto a un anno fa. Le richieste iniziali dei senza lavoro hanno sorpreso al rialzo, con 279k unità rispetto alle 275K previste. Ciononostante, il dato relativo alle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si attesta al di sotto della soglia a 300k per la 14ima settimana consecutiva.

Le buone notizie dagli Stati Uniti iniziano a susseguirsi, tuttavia il rally del dollaro è ancora in pausa. I partecipanti al mercato sono ora concentrati sulle trattative greche e sono riluttanti a iniziare a costruire posizioni corte per l’EUR/USD, sullo sfondo di un accordo tra la Grecia e i suoi creditori. L’EUR/USD scivola timidamente al ribasso rispetto al picco settimanale del 10 giugno (1,1386). Il supporto più vicino si attesta a 1,1105 (38,2% di Fib. sul rally aprile-maggio), mentre una resistenza si trova a 1,1467 (minimo del 15 maggio).

In Asia, i rendimenti azionari sono sostanzialmente più alti con il Nikkei in Giappone che sfiora + 0,12%. Le azioni cinesi stanno conducendo la carica, come al solito, con l’indice tecnologico Shenzhen che balza a 1,31% e l’indice Shanghai Composite al 0,50%. A Hong Kong, l’Hang Seng tocca lo 0,34%. Sul fronte dei cambi, l’USD/JPY ha trascorso gran parte della sessione mantenendosi a galla, nonostante una revisione al rialzo della produzione industriale giapponese di aprile all’1,2% m/m dall’1% del dato precendente. Il dollaro si consolida leggermente al di sopra del livello a 123 dopo non essere riuscito a mantenersi al di sopra del livello a 124 all’inizio della settimana.

In Australia, le azioni hanno pareggiato con le perdite e sono al ribasso di -0.20%. Da mercoledì scorso, l’AUD/USD viene scambiato all’interno di fasce tra 0,77 e 0,7790. Sul lato discendente un forte supporto si attesta a 0,7598 (minimo precedente), mentre al rialzo può essere trovata una resistenza a 0,7814 (38,2% di Fib. a fronte del calo maggio-giugno). L’AUD/NZD è rimasto invariato attorno a 1,1046.

In Europa, i futures azionari sono sostanzialmente inferiori con gli operatori in attesa con impazienza di un accordo tra la Grecia e i suoi creditori. La mancanza di progressi di questa settimana sta sollevando preoccupazioni circa la capacità di entrambe le parti di raggiungere un’intesa comune. Nel frattempo, gli operatori adeguano le stime per il fine settimana. Il Footsie è sceso a -0.37%, il CAC è sceso a -0.35%, il DAX è in discesa a -0.50%, l’indice SMI a -0.21%, mentre l’Euro Stoxx 50 è a -0.39%.

Attualmente gli operatori guardano l’IPP di maggio e l’indice Michigan sul Sentiment a giugno negli Stati Uniti; la produzione industriale ad aprile nella zona euro e l’IPC a maggio in Spagna.

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