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L’EUR/USD riprende fiato, nel Regno Unito calano i prezzi delle abitazioni

La settimana è iniziata positivamente: dopo le vendite di USD di venerdì scorso, le borse europee sono in rialzo diffuso. I dati USA di aprile sono stati insoddisfacenti, gran parte degli indicatori ha deluso le attese. Le vendite al dettaglio sono risultate piatte (previsione: 0,2% m/m) e la scorsa settimana l’IPP si è attestato al -0,4% m/m (previsione: 0,1%), raffreddando l’ottimismo in America; l’indice Empire di maggio sul manifatturiero è sceso a 3,09 punti rispetto ai 5 previsti e quello sul sentiment del Michigan è calato a 88,6 punti a fronte dei 95,9 previsti. Un forte rimbalzo nel secondo trimestre appare sempre più improbabile, l’accelerazione della crescita economica prevista dalla Federal Reserve continua a farsi desiderare. La scorsa settimana il biglietto verde ha accusato il colpo ed è stato soggetto a forti vendite, perdendo il 2,72% contro la moneta unica, 1 euro è stato scambiato a 1,1451 dollari. Anche se la scorsa settimana la coppia ha raggiunto il massimo da 3 mesi, l’EUR/USD non è riuscito a superare la forte area di resistenza definita dai massimi di febbraio, compresa fra 1,1450 e 1,1530, e al momento cala gradualmente.

Detto questo, le recenti vendite di dollari potrebbero essere terminate visto che prevediamo che l’economia USA tornerà a crescere. I livelli attuali sono quindi attraenti per iniziare a costruire posizioni corte sull’EUR/USD, senza dimenticare che eventuali sorprese negative dagli USA potrebbero far ripartire il rally che abbiamo visto di recente, per lo meno nel breve termine. Per il medio termine, rimaniamo rialzisti sul dollaro perché prevediamo che gli operatori acquisteranno di nuovo il biglietto verde man mano che i dubbi saranno fugati.

Nel Regno Unito cala l’indice sui prezzi delle abitazioni (di Yann Quelenn)

È passata una settimana dalle elezioni politiche. Stamattina, per la prima volta dal maggio del 2010, l’indice sui prezzi delle abitazioni Rightmove ha mostrato un calo dello 0,1% su base mensile, a fronte del +1,6% previsto. Su base annua, l’indice si è attestato al 2,5% contro il 4,7% precedente. Secondo noi, queste cifre sono dovute alle apprensioni create dall’incertezza sull’esito delle elezioni che si sono fatte sentire sul mercato. Prevediamo che ciò stimolerà l’economia britannica. Il rapporto sull’inflazione del Regno Unito pubblicato la settimana scorsa è stato decisamente accomodante e lascia intendere che, a partire da metà 2016, il tasso dovrebbe salire gradualmente (mentre il mercato prevedeva un rialzo a febbraio). Inoltre, poiché probabilmente i conservatori manterranno la promessa elettorale sui tagli alla spesa, i membri della BoE restringeranno la politica con cautela per evitare ricadute eccessive sulla crescita. Il rallentamento dei prezzi delle abitazioni dà alla BoE maggiore spazio di manovra, senza che la banca centrale si debba preoccupare di una bolla immobiliare pronta a scoppiare. Domani mattina i mercati si concentreranno sull’IPC del Regno Unito, atteso in rialzo dello 0,4%, rispetto allo 0,2% del rilevamento precedente. Se il rapporto di aprile mostrerà una deflazione, la sterlina dovrebbe subire forti vendite. La coppia GBP/USD viene scambiata intorno a 1,5716. Si osservano supporti a 1,5675, una violazione di questo livello spianerebbe la strada verso 1,5635. Sul lato ascendente, troviamo resistenza a 1,5785.

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