USD in rialzo contro le valute G10, l’S&P 500 ha chiuso ai massimi storici

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Seduta tranquilla per il forex in Asia. Il dollaro ha esteso i guadagni contro le valute G10. Aussie (AUD) e kiwi (NZD) hanno subito le perdite maggiori, in calo rispettivamente dello 0,47% e dello 0,51%. Sulle borse, stamattina i rendimenti azionari sono contrastati, incapaci di tenere il ritmo di Wall Street. Ieri a New York l’S&P 500 ha guadagnato l’1,07%, portandosi a 2.121 punti e archiviando la seduta sui massimi storici; Dow Jones e Nasdaq hanno guadagnato rispettivamente l’1,06% e l’1,38%. I future sull’S&P sono in calo dello 0,03%. Sull’altra sponda del Pacifico, il Composite di Shanghai arretra dell’1,12%, mentre Nikkei, Hang Seng, S&P/ASX e Sensex hanno guadagnato rispettivamente lo 0,80%, il 2,02%, lo 0,43% e lo 0,68%.
Nella notte l’USD/JPY si è mosso poco ed è rimasto all’interno della fascia compresa fra 118,90 e 119,50. L’AUD/USD ha esteso le perdite per il secondo giorno consecutivo, cedendo in parte i guadagni d’inizio settimana. L’AUD rimane nel canale di trend ascendente orario, la cui base, intorno a 0,80, fornirà supporto. Sul lato ascendente, c’è una resistenza chiave a 0,8295 (massimo 15 gennaio e media mobile a 200 giorni). Altrove, il baht thailandese (THB) ha ceduto lo 0,40%, il won coreano (KRW) è in rialzo dello 0,44% e il ringgit malese (MYR) dello 0,29%.
L’EUR/USD si è mosso lateralmente a Tokyo dopo i bruschi movimenti di ieri. Durante la seduta europea, l’EUR/USD ha raggiunto il massimo da 11 settimane a quota 1,1445. L’euro si trova al centro di un’area di resistenza chiave compresa fra 1,1380 e 1,535, livelli che corrispondono ai massimi di febbraio. Sebbene le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione abbiano fatto meglio delle attese, attestandosi a 264 mila unità a fronte delle 273 mila previste (rilevamento precedente: 265 mila unità), il dollaro finora ha vissuto una settimana difficile, cedendo terreno contro tutte le valute G10. Le divise che si sono apprezzate maggiormente sono la NOK (+2,58%), il CHF (+2,17%), l’AUD (+2,07%) e la moneta unica (+2,01%). La ripresa dell’economia USA sembra essere meno agevole del previsto. Prevediamo che nel terzo trimestre la crescita negli USA subirà un’accelerazione che farà ripartire il rally del dollaro. Nel frattempo, non escludiamo un indebolimento del biglietto verde nel breve-medio termine, soprattutto se dalla principale economia al mondo continueranno ad arrivare dati economici deludenti.
In Europa, stamattina i futures sugli indici azionari sono positivi: l’SMI fa registrare un rialzo superiore all’1,42%, il DAX guadagna lo 0,25%, come pure l’Euro Stoxx. La coppia GBP/USD annaspa in Asia, prendendosi una pausa dal rally in atto da un mese. La sterlina ha confermato in successione la violazione delle medie mobili a 50 e 200 giorni e ora si avvia a testare la prossima resistenza a 1,5879 (50% di Fibonacci sulla svalutazione avvenuta fra luglio 2014 e aprile 2015). La prossima resistenza giace a 1,6189 (61,8% di Fibonacci), mentre sul lato discendente troviamo un supporto a 1,5569 (38,2% di Fibonacci).
Anche oggi in calendario ci sono pochi appuntamenti economici. Gli operatori monitoreranno le vendite del settore manifatturiero di marzo in Canada (previsione: 1% m/m; precedente: -1,7%), l’indice Empire sul manifatturiero di maggio, la produzione industriale di aprile (previsione: 0%; precedente; -0,6%) e l’indice sul sentiment del Michigan di maggio (previsto piatto) negli Stati Uniti.

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