Rendimenti dei bond in calo, la BoT taglia i tassi

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Da metà marzo il dollaro accusa forti pressioni perché gli operatori hanno iniziato a scontare un rinvio del primo rialzo del tasso dalla Fed, da giugno a settembre 2015. Inoltre, l’economia vacillante degli USA solleva timori sull’abilità di generare una crescita sostenibile in un contesto di dollaro forte. Le cifre deludenti riferite al PIL hanno generato vendite di titoli di Stato USA. I rendimenti dei titoli americani a cinque anni sono saliti di 20 punti base, all’1,45% dal minimo toccato il 17 marzo, mentre quelli dei decennali sono cresciuti di 21 punti base, attestandosi al 2,05%. Riteniamo, tuttavia, che il recente andamento del mercato dei bond USA sia legato per lo più alla recente correzione dei rendimenti tedeschi. Dal 17 marzo, i rendimenti dei decennali tedeschi sono saliti di 37 punti base, dallo 0,049% allo 0,37%, mentre quelli dei quinquennali sono lievitati di più di 18 punti base, allo 0,012%, risalendo in territorio positivo. Il calo della pressione in Europa, sulla scia delle speranze di un accordo in Grecia, ha fatto ritornare i rendimenti sui livelli di fine gennaio.

In Grecia, il governo ha difficoltà a eseguire integralmente i pagamenti delle pensioni perché alcuni fondi previdenziali pubblici attendono sussidi dal governo. Nel frattempo a Bruxelles continuano i negoziati dopo che Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze greco, è stato messo in disparte dal suo stesso governo. I mercati hanno accolto positivamente la notizia, allentando la pressione sul debito ellenico. Il 21 aprile i rendimenti dei decennali greci hanno raggiunto un picco pari al 13,93%, e quelli dei decennali hanno toccato il 20,22%. I rendimenti greci ora sono scesi rispettivamente al 10,46% e al 16,02%.

La BoT taglia i tassi di (di Peter Rosenstreich)

Questa settimana, la Banca di Tailandia ha tagliato inaspettatamente il suo tasso di riferimento di 25 punti base, portando i tassi d’interesse all’1,50%. È interessante notare che, nonostante chiare motivazioni legate ai fondamentali che giustificherebbero la debolezza del baht tailandese (THB), la valuta è stata sinistramente resistente. In effetti, il THB è stata una delle poche valute ad apprezzarsi contro l’USD, dimostrandosi una delle divise regionali più forti. Tuttavia, dopo una lunga attesa, la modifica nell’impostazione della Banca di Tailandia lascia presagire un ulteriore indebolimento del THB. Dal suo insediamento, il governo ha fatto fatica a crearsi una legittimità politica, sostenere la crescita economica e far aumentare la fiducia nel paese. Ciò nonostante, il THB ha continuato a rafforzarsi. Il primo fattore che spiega la forza del THB è il miglioramento delle partite correnti, grazie al calo delle importazioni. La flessione consistente delle importazioni può essere attribuita al calo dei prezzi del petrolio e il rallentamento della crescita economica ha limitato la domanda di automobili e beni strumentali. Inoltre, gli investitori stranieri a secco di rendimenti quest’anno hanno reinvestito il capitale in asset thailandesi per approfittare del debito pubblico più elevato. La decisione della banca centrale di tagliare i tassi d’interesse mira a compensare l’impatto negativo sul THB. Il taglio è stato deciso con un supporto più ampio, con 5 voti favorevoli e 2 contrari, che avrebbero preferito mantenere i tassi invariati. Il comunicato che ha accompagnato la decisione è stato notevolmente più accomodante, con una forte enfasi sugli effetti di un THB forte. Chiaramente la BoT ora è preoccupata per le ricadute della “pressione legata al recente apprezzamento del baht tailandese” su esportazioni e inflazione. Poiché si fa esplicitamente riferimento alla forza del THB, cresce significativamente il nostro sospetto che il rischio di nuovi tagli faccia scendere i tassi sotto il minimo storico (1,25%). A nostro avviso, il THB sovraperformerà rispetto alle altre valute regionali salvo che la BoT non intervenga; la domanda interna e l’inflazione dovrebbero rimanere deboli, quindi è prevedibile un nuovo accomodamento. Attraverso un ulteriore allentamento e potenzialmente nuove regole per gestire i deflussi, la banca centrale si impegna a far indebolire il THB.

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