Fitch declassa il Giappone, l’AUD acquisisce slancio

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Ieri le borse europee hanno guadagnato, gli operatori mostrano, infatti, segni di rinnovata fiducia nell’accordo fra Eurozona e Grecia. A guidare la carica il DAX, in rialzo dell’1,93%, oltremanica il Footsie ha guadagnato l’1,62% e l’Euro Stoxx 50 l’1,55%. L’azionario svizzero ha seguito debolmente il trend, salendo dello 0,50%. Stamattina tutti i futures sui listini europei sono positivi.
La seduta asiatica è stata piuttosto tranquilla per il mercato dei cambi. L’USD/JPY si è consolidato intorno a 119,10, leggermente sopra l’area di supporto a 118,60-75, sebbene Fitch abbia declassato il rating di lungo termine del Giappone (emittente valuta estera e locale) da A+ ad A (l’agenzia aveva messo sotto osservazione “negativa” il credito del Giappone il 9 dicembre 2014) perché crescono le incertezze sull’impegno del governo ad attuare il consolidamento fiscale. Il Nikkei è salito di un esiguo 0,39%, il Composite di Shanghai ha ripreso fiato e ceduto lo 0,84%, l’Hang Seng è quasi piatto (-0,23%), mentre il Sensex guadagna lo 0,46%.
L’USD/INR non è riuscito a superare la resistenza a 63,90 (massimo di metà novembre e fine dicembre 2014). In una prospettiva di lungo termine, la coppia rimane in un canale ascendente e dovrebbe quindi trovare un supporto orario intorno a 62,50.
L’AUD/USD ha finalmente infranto la resistenza a 0,7846 (massimi multipli) e al momento testa il massimo del 26 marzo a 0,7884. Se l’AUD riuscirà a superare questa resistenza, quella successiva staziona a 0,7938 (massimo del 24 marzo). Nel lungo termine, l’AUD/USD rimane in un canale discendente perché il taglio del tasso rimane un’opzione. Tuttavia, il recente dato sull’occupazione, superiore alle attese, ha indebolito le nostre previsioni di un taglio del tasso a maggio. Possiamo dunque prevedere un rafforzamento dell’AUD nel breve termine, visto che l’economia USA si sta riprendendo più lentamente del previsto.
L’EUR/USD ha trovato un po’ di resistenza in corrispondenza della media mobile a 50 giorni e non è riuscito a chiudere sopra 1,0887. L’euro si è imbattuto nella resistenza oraria intorno a 1,09/0915 e nel supporto orario a 1,0757 e 1,0688 (50% e 61,8% di Fibonacci sul rally di marzo). La pubblicazione dell’indice sulla fiducia dei consumatori di aprile negli USA potrebbe innescare un movimento al ribasso nel pomeriggio, poiché prevediamo che l’indice si attesterà lievemente sotto la previsione media a 102,2.
Oggi saranno diffuse le cifre preliminari sul PIL del primo trimestre in Gran Bretagna, che dovrebbe attestarsi al 2,6% a/a (rispetto al 3% a/a precedente). Nelle ultime due settimane, la coppia GBP/USD si è rafforzata e ha infranto la resistenza a 1,5175 (61,8% di Fibonacci sulle vendite da febbraio ad aprile). La coppia EUR/GBP sta per perdere interamente i guadagni di giovedì e venerdì. L’euro si sta dirigendo verso il supporto a 0,7120 (minimo del 17 marzo) per la seconda volta in meno di 4 giorni. Sul lato ascendente, l’EUR/GBP dovrebbe trovare un po’ di resistenza intorno al livello chiave a 0,72 (livello psicologico e 50% di Fibonacci sul rally di marzo).
L’USD/CHF annaspa e rimane invariato a 0,9550 mentre l’EUR/CHF nella notte ha ceduto qualche pip, scendendo a 1,0385. Oggi gli operatori monitoreranno anche il dato sulla fiducia dei consumatori in Francia, il sondaggio sulla tendenza economica, l’IPP e le vendite al dettaglio in Svezia, il tasso di disoccupazione in Brasile e l’indice sul manifatturiero della Fed di Richmond negli USA.

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