USD giù in scia ai dati deboli, borse europee in calo

Scritto il alle 10:36 da [email protected]

I dati economici USA riferiti al mese di marzo continuano a essere modesti, nuovi cantieri residenziali e permessi di costruzione hanno deluso le attese, attestandosi rispettivamente a 926K rispetto ai 1.040K previsti e a 2.268K rispetto ai 2.323K previsti. Ieri sono state diffuse le cifre sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, foriere anch’esse di delusione: la scorsa settimana il numero di lavoratori disoccupati è salito a 294K, rispetto ai 280K stimati dai partecipanti al mercato. Di conseguenza, l’USD ha pareggiato le perdite contro le valute del G10 a New York, per poi consolidarsi durante la seduta asiatica.

In Asia, il Composite di Shanghai appare inarrestabile, l’indice ha guadagnato più del 2% e si accinge a chiudere in territorio positivo per la sesta settimana consecutiva; gli investitori scommettono su un imminente taglio dei tassi dal governo cinese, visto il rallentamento dell’economia. Anche a Hong Kong l’azionario sale, l’Hang Seng tenta di seguire l’esempio, l’indice è in rialzo dello 0,40%. A Tokyo, il Nikkei cede quasi l’1% perché gli investitori si stanno orientando sull’azionario cinese. L’azionario australiano ha ridotto le perdite, l’ASX 200 è calato dell’1,31% a 5.871 punti dopo l’impennata della seduta precedente. L’AUD/USD ha infranto la resistenza a 0,7784, trasformandola in un supporto, il dollaro australiano si sta consolidando sopra questo livello e al momento scambia intorno a 0,7787.

In Europa, i future sugli indici azionari sono nettamente negativi: quelli sul DAX indicano un calo pari quasi al 2%, il CAD 40 cede un -0,55%, l’Euro Stoxx 50 è sceso del -1,34% e il Footsie del -0,35%. Gli investitori temono che la Grecia possa fare default, dopo le voci sulla presunta richiesta greca di un rinvio del prossimo rimborso del debito al FMI.

Sui mercati dei cambi, il trend rialzista dell’EUR/USD acquisisce slancio dopo che ieri i funzionari della Fed hanno parlato esplicitamente della tempistica del primo rialzo del tasso. I membri del comitato hanno presentato opinioni divergenti, poiché temono un rialzo del tasso troppo precoce dopo il primo trimestre difficile vissuto dall’economia USA. Un rialzo del tasso a giugno sembra sempre più improbabile. La moneta unica ha infranto la seconda resistenza nel giro di due giorni (1,0685 e ieri 1,0755) e al momento si sta consolidando sopra quest’ultimo livello. Al rialzo, troviamo una resistenza a 1,0825 (38,2% di Fibonacci sulle vendite di marzo) mentre sul lato discendente le resistenze precedenti sono diventate supporti (1,0685 e 1,0755).

Anche la coppia GBP/USD sembra inarrestabile: la sterlina ha guadagnato quasi 4 centesimi in quattro giorni. Stanotte, però, la coppia ha raggiunto un livello chiave e avrà bisogno di nuovi impulsi per superare l’area 1,4950/1,50 (massimi multipli, livello psicologico e 50% di Fibonacci sulle vendite di febbraio-marzo). La coppia GBP/USD troverà supporto a 1,48 (23,6% di Fibonacci) e resistenza intorno a 1,5060 (50% di Fibonacci). Il rapporto sull’occupazione in uscita oggi alle 08:30 GMT nel Regno Unito potrebbe innescare qualche brusco movimento nelle prossime ore.

Oggi saranno pubblicati molti dati economici; gli operatori monitoreranno con attenzione la pubblicazione dell’IPC di marzo nell’Eurozona, negli USA e in Canada; i tassi d’inflazione su base mensile dovrebbero essere positivi per tutti. La previsione per le vendite al dettaglio canadesi di febbraio si attesta allo 0,5%. Infine, nel pomeriggio sarà diffuso l’indice sul sentiment dell’Università del Michigan, che dovrebbe attestarsi a 94 punti, in rialzo rispetto a marzo (93).

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