Cerca nel Blog

L’azionario non soffre di vertigini, rally del greggio

Gli asset rischiosi continuano a salire, perché gli investitori hanno accumulato azionario e materie prime per il secondo giorno consecutivo. Evidentemente alla base di questo rialzo non ci sono i dati economici, la produzione industriale e il tasso di utilizzo degli impianti hanno rispettato le attese. Il fattore principale sono state le parole di conforto del presidente della BCE Mario Draghi, che ha ripetuto che il ritmo e la durata del QE europeo non subiranno modifiche. Il QE vero e proprio della BCE è stato annunciato a gennaio e poi lanciato solo a marzo, ma gli effetti sul forex e sui tassi sono stati consistenti. La debolezza dell’euro sta contribuendo, nel breve termine, a rinvigorire la crescita e (in minor misura) l’inflazione europea. Anche gli utili societari, che hanno sorpreso per il moderato rialzo, hanno contribuito al rally, perché rientrano i timori di un trimestre terribile. Inoltre, l’Agenzia internazionale dell’Energia (AIE) ha segnalato un aumento inferiore alle attese delle scorte settimanali. Ciò ha dato un impulso rialzista al greggio WTI, salito a 56 USD (massimi del 2015), che ha trascinato al rialzo anche i tanto denigrati titoli energetici. L’USD/CAD ha ceduto un centesimo intero (ma poi ha recuperato le perdite) dopo che la BoC ha deciso di mantenere invariato il suo tasso d’interesse allo 0,75% e i prezzi del petrolio sono lievitati. I titoli del Tesoro USA hanno compiuto un rally in scia ai dati economici USA e ai timori più generali legati alla Grecia. Dopo un rally rialzista di breve durata, l’EUR/USD è sceso a 1,0670 perché la BCE ha annunciato che continuerà ad acquistare titoli di Stato. In scia alle speculazioni su un nuovo allentamento della PBoC nei prossimi mesi, Shanghai si è scrollata di dosso la paura delle altezze, compiendo un rally del +2,63% e salendo a 4.191,25 punti. Infine, l’Australia ha fornito un solido rapporto sull’occupazione: a marzo il numero di occupati è cresciuto di 37.700 unità rispetto alle 15.000 previste, e il rialzo di febbraio è stato rivisto al rialzo, da 15.600 a 42.000 unità. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 6,2% al 6,1%, a fronte di un previsto aumento al 6,3%. I mercati dei tassi si sono rapidamente adeguati al rapporto positivo, facendo scendere le previsioni di un taglio del tasso della RBA a maggio dal 70% al 54%. Dopo la notizia, l’AUD/USD è lievitato da 0,7680 a 0,7780.

Per quanto riguarda la Grecia, circolano voci secondo cui si stanno compiendo lenti progressi con i creditori. Forse queste voci di corridoio mirano a contrastare le notizie riportate dai media sui preparativi per gestire un default o un’uscita della Grecia. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha avvertito che un accordo fra Atene e i creditori è ancora molto lontano e che non verrà raggiunto entro la riunione dei ministri delle Finanze del 24 aprile. Si ritiene che una soluzione europea di “rattoppo” contribuirà a gestire il rischio di breve termine di un default, ma il rischio di un’uscita della Grecia rimane malauguratamente elevato. A confermarlo è anche il declassamento del rating della Grecia deciso dall’agenzia S&P, che ha sottolineato che gli impegni finanziari saranno “insostenibili”. S&P ha abbassato i rating dei crediti sovrani di lungo e breve termine a CCC+/C da B-/B, l’outlook è negativo. A nostro avviso, riforme economiche profonde avranno conseguenze negative sull’economia, in termini di calo della fiducia e ulteriore aumento dell’incertezza politica. La Grecia sta già vivendo in una spirale causata dalla crisi finanziaria, perché l’incertezza sull’accordo spinge alla liquidazione dei depositi in banca, bloccando gli investimenti esterni e interni e generando una diffusa elusione fiscale. Quindi, l’unica soluzione percorribile nel lungo termine è qualcosa che si avvicina alla cancellazione del debito (ma questa idea non è nuova). Nonostante le notizie sui progressi, non siamo sicuri che ci sia davvero una soluzione. Poiché la prossima tranche del programma di salvataggio, pari a 7,2 miliardi di euro, coincide con il pagamento di stipendi e pensioni pubblici, il governo guidato da Syriza dovrà prendere delle decisioni difficili. S&P ha fatto notare che, se non si arriverà a una soluzione entro metà maggio, il parlamento greco potrebbe non riuscire a ratificare in tempo l’accordo. Rimaniamo negativi sull’EUR/USD finché i regolatori non riusciranno a raggiungere un accordo sui fondi per il salvataggio. È interessante notare che, sebbene i rendimenti dei Bund siano in calo e quelli dei titoli greci in forte rialzo, in parte a causa del rischio legato alla Grecia, i rendimenti dei titoli della periferia europea non scontano ancora l’elevato e probabile rischio di un contagio.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta


Save the Children Italia Onlus
www.finanza.com
News sulla Borsa italiana info.gif (242 byte)
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016 (range 15017/21194 ) ) [ uscita rialzista ] prossimo 2017 Setup Mensile: ultimo Maggio (range 20572 /
Stoxx Giornaliero     Buongiorno, finisce la soap opera riguardante l’ipotesi del ciclo trimestrale dal 8 febbraio ancora in essere, nonostante abbia prova
E' stato tra i temi di discussione sul tavolo del G7 che si è tenuto a maggio a  Taormina. E di recente è stato indicato dalla Banca centrale europa come uno dei rischi al rib
Apertura di seduta intorno alla linea di parità per il Ftse Mib. L'indice rimane nelle vicinanze della resistenza statica di area 21.570 punti, oltre la quale potrebbero arrivar
luglio 21, 2017 Dopo il Bund prenderei la seconda variabile indicata questa mattina che potrebbe aiutarci a valutare la forza dell Eurusd. Dax30 Innegabile la te