USD in calo sull’onda dei dati deboli e della ricerca del rischio

Scritto il alle 12:23 da [email protected]

La notizia dei declassamenti delle banche elleniche, la mancanza di dettagli sul piano di riforme greco e i dati deboli dagli USA non hanno scoraggiato chi è in cerca di rischio. Gli indici regionali asiatici hanno guadagnato in modo generalizzato, con il Nikkei in rialzo dell’1,91%. L’Hang Seng è salito dello 0,65% e anche il Composite di Shanghai ha messo a segno un lieve rialzo, pari allo 0,11%. Sui mercati dei cambi, l’EUR/USD è riuscito a uscire dal pattern di consolidamento di ieri, compiendo un rally fino a 1,0791. L’USD/JPY è rimbalzato fra 119,50 e 119,77 senza una direzione certa, nonostante il rialzo marginale dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA a due anni. L’USD si è indebolito contro le valute dei mercati emergenti. La quotazione ufficiale dell’USD/CNY è scesa a 6,13960. L’AUD/USD e l’NZD/USD si sono indebolite contro il biglietto verde (s’infittiscono le speculazioni su tagli dei tassi d’interesse della RBA). A febbraio, il deficit commerciale australiano è salito a 1.256 mln, meno dei previsti 1.300 mln. In Nuova Zelanda, i prezzi delle materie prime sono aumentati, l’indice sui prezzi delle materie prime ANZ è cresciuto del 4,6% a marzo, rispetto al 4,2% rivisto di febbraio. Poiché alcuni mercati asiatici sono già chiusi in vista del fine-settimana lungo, la liquidità scarseggia. I prezzi del greggio sono calati perché l’attenzione si concentra nuovamente sui negoziati sul nucleare fra Iran e Usa, poiché la prospettiva di un accordo e l’aumento delle esportazioni di greggio iraniano esercitano pressioni sui prezzi.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras non è riuscito a ottenere il salvataggio finanziario prima delle festività pasquali. Ciò significa che Atene dovrà arrancare per trovare i soldi necessari per pagare pensioni e stipendi e rimborsare al FMI il debito da 460 milioni di euro in scadenza il 9 aprile. Passando a notizie più positive, la BCE ha accettato di aumentare il capitale che le banche greche possono prendere a prestito nell’ambito del programma di assistenza d’emergenza per i prestiti (ELA). Grazie all’autorizzazione della BCE, la banca centrale greca potrà prestare alle banche greche fino a 71,8 mld di euro, dai 71,1 mld precedenti (dopo l’incremento di 1,2 mld di euro della settimana scorsa). La BCE aveva costretto le banche greche a ricorrere all’ELA dopo aver sospeso la deroga che permetteva alle banche di utilizzare titoli di stato spazzatura come collaterale per avere accesso ai prestiti standard della BCE. Questi prestiti hanno un tasso d’interesse più elevato e un eventuale default si rifletterà sul bilancio della banca centrale greca e non su quello della BCE. Il presidente della BCE Draghi ha negato di usare la leva finanziaria per spingere la Grecia a un accordo con i creditori. L’EUR/USD si è ripreso marginalmente, risalendo a 1,0788, appena sotto la debole resistenza a 1,0845. La mancata estensione del momentum rialzista genererà un nuovo test del minimo di marzo a 1,0458. Durante la seduta europea la BCE diffonderà il Resoconto della riunione di politica monetaria di marzo. Incoraggiati dal QE della BCE e dai solidi dati sui PMI manifatturieri, i mercati azionari europei dovrebbero continuare a sovraperformare rispetto alle altre piazze. Nel Regno Unito, il PMI costruzioni di marzo dovrebbe attestarsi a 59,8 punti, rispetto ai 60,1 del rilevamento precedente.

I dati pubblicati ieri negli USA sono risultati inferiori alle attese. Il rapporto ADP sull’occupazione ha mostrato un’espansione del mercato del lavoro pari a 189.000 unità a marzo, meno delle 255.000 previste. L’indice sul manifatturiero ISM di marzo è sceso ai minimi da due anni, a quota 51,5 punti. La curva dei rendimenti dei titoli di Stato USA è diventata un po’ più ripida in scia ai numeri fiacchi, ma poi ha superato il momento di debolezza. Anche il rapporto sull’occupazione USA di marzo, in uscita venerdì, sarà monitorato scrupolosamente. I mercati prevedono che le buste paga non agricole aumenteranno di 250.000 unità m/m e che il tasso di disoccupazione rimarrà invariato al 5,5%. La presidente della Fed Yellen potrebbe fornire maggiore chiarezza sulla politica monetaria statunitense durante il suo intervento di oggi. Rimaniamo costruttivi sull’USD e vediamo nei minimi opportunità per ricaricare i lunghi.

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