Mercati valutari tranquilli; in calo il greggio WTI

Scritto il alle 10:19 da [email protected]

In Brasile la domenica è trascorsa in modo tutt’altro che tranquillo. Dopo le proteste in piazza che hanno richiamato più di un milione di cittadini, il governo ha promesso che presenterà, nel giro di pochi giorni, un pacchetto anticorruzione. Noi siamo gamma lunghi sul BRL, perché le elevate volatilità non si dissolveranno facilmente, finché non si arriverà a una soluzione soddisfacente per i cittadini brasiliani. La volatilità implicita a un mese per l’USD/BRL è salita al 21,9%, le inversioni di rischio a un mese si sono impennate a 336 punti.
Il greggio WTI ha aperto la settimana al ribasso, scendendo da 45 a 42,57 USD, dopo che il premier cinese Li ha detto che non sarà facile raggiungere un tasso di crescita del 7% nel 2015. Si prevede un interesse all’acquisto sopra i 40 USD, mentre oggi a Losanna, in Svizzera, iniziano i colloqui sul nucleare con l’Iran. Anche in caso di un ammorbidimento delle sanzioni contro l’Iran, ciò avverrà gradualmente.
La fallita ripresa del petrolio non è certamente una buona notizia per il loonie (dollaro canadese); la coppia USD/CAD ha raggiunto il massimo da sei anni dopo il rapporto sull’occupazione di venerdì. Febbraio è stato un mese debole per il mercato del lavoro canadese: il tasso di disoccupazione è salito al 6,8% (dal 6,7% previsto e 6,6% precedente), con un tasso di partecipazione praticamente invariato (dal 65,7% al 65,8%). Il Canada ha perso 1.000 posti di lavoro (rispetto ai -5K previsti e ai 35,4K precedenti), anche se sono stati creati 34.000 posti di lavoro a tempo pieno, a fronte dei 34.900 a tempo parziale persi. L’USD/CAD è salito al massimo da 6 anni, pari a 1,2824. Gli indicatori di trend e momentum rimangono nettamente positivi, in scia al calo del petrolio e alle attese di una Fed falco in vista della riunione del FOMC del 17-18 marzo.
All’avvio delle contrattazioni in Asia, l’EUR/USD ha raggiunto un nuovo minimo pari a 1,0458. Il sentiment intorno all’EUR rimane nettamente negativo perché persistono le incertezze sulla Grecia. Consistenti scadenze di opzioni put a 1,0500/75 dovrebbero frenare il mercato. Si profila l’opportunità di vendere sui rally prima della riunione del FOMC, i movimenti correttivi al rialzo rimangono sotto pressione. L’EUR/GBP annaspa fra 0,70950 e 0,71357. Al calare della propensione per la GBP, una chiusura superiore a 0,7190 (pivot MACD) dovrebbe spingere la coppia nell’area di consolidamento rialzista di breve termine per soddisfare le offerte a 0,72486/0,72600 (23,6% di Fibonacci sul calo da dicembre 2014 a marzo 2015 e media mobile a 21 giorni).
I cross con lo JPY hanno avuto un andamento contrastato a Tokyo, il Nikkei è rimasto pressoché invariato (-0,04%). L’USD/JPY è rimasto all’interno della fascia compresa fra 121,16 e 121,48, con un discreto supporto dal mercato delle opzioni in area 120,00/121,50. L’EUR/JPY si consolida sotto 128,53 (61,8% di Fibonacci sul rally dal 2012 al 2014), il sentiment intorno all’AUD/JPY diventa neutrale (MACD sulla linea dello zero).
Come previsto, venerdì la Banca Centrale Russa ha abbassato il tasso di riferimento dal 15% al 14%. Il taglio del tasso non ha avuto un grosso impatto negativo sul RUB, perché i tassi rimangono molto elevati e le contrattazioni in RUB al di fuori della Russia sono ridotte.
A seguire il calendario economico di oggi: prezzi alla produzione e all’importazione m/m e a/a di febbraio, vendite al dettaglio m/m di gennaio in Svizzera; transazioni in titoli internazionali di gennaio in Canada; indice Empire sul manifatturiero di marzo, produzione industriale e tasso di utilizzo degli impianti di febbraio, produzione manifatturiera (SIC) di febbraio, indice NAHB sul mercato immobiliare di marzo, flussi netti TIC di lungo termine e flussi TIC netti totali di gennaio negli Stati Uniti.

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