Prevalgono i rischi per l’EUR prima della riunione dei ministri delle Finanze

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Oggi i ministri delle Finanze dell’Eurozona s’incontreranno a Bruxelles per discutere sulla situazione greca. Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha ribadito che il suo paese non intende accettare la proroga del pacchetto di salvataggio, anche se la Germania insisterà con determinazione. La Grecia è pronta a negoziare i termini e le procedure per il rimborso del debito esistente, ha detto Tsipras, ma è del tutto contraria a ripagare i debiti attuali contraendone di nuovi, rimanendo quindi invischiata in questo infernale circolo vizioso. I titoli di stato greci con scadenza a 2 anni rendono più del 20%, per le scadenza a 5 e 10 anni i rendimenti superano rispettivamente il 16% e il 10%; secondo il ministro delle Finanze greco Varoufakis, il debito non potrà essere ripagato nel prossimo futuro. Varoufakis cercherà di rinviare la scadenza del 16 febbraio prevista per la richiesta di salvataggio e cercherà soluzioni alternative per rimborsare i debiti le cui scadenze si stanno avvicinando pericolosamente (v. figura). Mentre lo spread fra i rendimenti dei titoli greci e tedeschi si allarga, la correlazione in essere a 40 giorni fra lo spread decennale greco-tedesco e l’EUR/USD diventa negativa (-10%), dalla fascia +20/40% vista in previsione, e dopo l’annuncio, del QE della BCE. Ciò ci porta a pensare che chi opera sull’EUR diventa sempre più scettico sulla potenziale uscita della Grecia.

I livelli tecnici dell’EUR/USD favoriscono una ripresa di breve termine fino a 1,1445/1,1534 (23,6% di Fibonacci sul calo da dicembre 2014 a gennaio 2015 / massimo segnato dopo il 22 gennaio), ma gli operatori continueranno a vendere sui rally finché permarranno le incertezze sulla Grecia. Non prevediamo un accordo per questa settimana, perché il neoeletto Tsipras farà sicuramente richieste irragionevoli dal punto di vista dell’UE. Dopo questa breve fase di consolidamento, il trend ribassista dell’EUR/USD dovrebbe continuare, in caso di rottura della base della fascia a 1,1270; inizialmente l’obiettivo saranno i minimi dell’anno a 1,1098 e poi il supporto psicologico a 1,10. Le barriere per le opzioni si susseguono sotto 1,15 in vista del rischio legato all’evento di oggi.

Un po’ di colore dal Regno Unito

A sentire Cameron, nel Regno Unito anche le società a bassa capitalizzazione potrebbero trarre beneficio dalle iniezioni di liquidità mirate promesse se il suo partito vincerà le elezioni a maggio. L’obiettivo è di riempire il buco di finanziamenti per le piccole imprese che hanno bisogno di aiuto per crescere e trasformarsi in società a media e poi elevata capitalizzazione. Il progetto si chiama “Aiuti per crescere” e si rivolge alle 500 aziende a più rapida espansione, per far sì che ottengano “il tipo di finanziamenti delle loro omologhe tedesche”. Questo “buco” nei finanziamenti dovrebbe ammontare a circa 1 miliardo di sterline all’anno, cifra che non dovrebbe essere difficile da finanziare. Il progetto da un miliardo di sterline sarà finanziato da creditori privati o attraverso investimenti pubblico-privati, mentre il bilancio del governo rappresenterà la garanzia per i prestiti. Si tratta sicuramente di un buon investimento. Un programma pilota da 100 milioni di sterline partirà prima delle elezioni, alla prossima discussione sul bilancio. Il programma sarà esteso se il partito di Cameron otterrà il sostegno della gente alle elezioni di maggio. In caso contrario, un governo guidato dai laburisti probabilmente rifiuterà il programma per ridurre la spesa e consolidare il bilancio britannico.

Il cable annaspa, ha spazzato via il massimo del trend ribassista in atto da settembre 2014 a febbraio 2015 (1,5292). I tori della GBP rimangono defilati in vista del rapporto trimestrale sull’inflazione (QIR) di giovedì. Prevediamo che la BoE manterrà un’impostazione accomodante perché la bassa inflazione fa sì che non sia necessaria un’affrettata politica di normalizzazione, soprattutto considerando le prospettive economiche cupe della vicina Eurozona. Dal punto di vista tecnico, il giudizio per la coppia GBP/USD rimane nettamente positivo. La media mobile a 21 giorni (1,5152) costituirà il supporto prima del QIR, mentre si prevedono offerte prima di 1,5292 (massimo del trend ribassista); in caso di violazione, la coppia dovrebbe entrare in una nuova area di consolidamento rialzista, con opzioni call standard favorevoli sopra 1,53 prima della campanella di chiusura settimanale. Sul lato discendente, le pressioni a vendere dovrebbero intensificarsi prima di 1,51 se il rapporto sull’inflazione farà emergere, a sorpresa, un’impostazione ribassista della BoE.

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