EUR tranquillo prima della riunione dei ministri delle finanze dell’Eurozona, valute dei mercati emergenti in calo

Scritto il alle 10:44 da [email protected]

Sui mercati dei cambi la propensione al rischio è limitata in vista della riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona (in programma alle 16:00) sulla situazione greca. La Grecia ha ripetuto che non intende prolungare il pacchetto di salvataggio, anche se la Germania insisterà, e intende negoziare i termini e le procedure per il pagamento del debito. L’EUR/USD si è mosso nella stretta fascia compresa fra 1,1310/31 in Asia, i volumi sono stati scarsi a causa della festività a Tokyo. I livelli tecnici favoriscono una ripresa di breve termine fino a 1,1445/1,1534 (23,6% di Fibonacci sul calo da dicembre 2014 a gennaio 2015 / massimo segnato dopo il 22 gennaio), ma gli operatori continuano a vendere sui rally perché permangono le incertezze sulla Grecia. Le barriere per le opzioni si susseguono sotto 1,15 in vista del rischio legato all’evento di oggi. L’EUR/GBP viene scambiato sopra il supporto a 0,74. Le offerte per le opzioni esercitano pressioni al ribasso sotto 0,7450/0,7500.

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Ieri l’aumento dei rendimenti dei titoli sovrani USA ha spinto l’USD/JPY sopra il massimo della nuvola di Ichimoku (119,05) a New York. Gli scarsi volumi della notte scorsa hanno frenato i tentativi al rialzo. Il momentum positivo sta migliorando, l’attenzione ora si sposta verso i massimi di dicembre (120,83/121,85) perché la resistenza a 120,00 si sta indebolendo. È possibile il superamento della resistenza a 120, se i rendimenti USA rimarranno sostenuti. Le opzioni call si susseguono sopra 118,00 e dovrebbero contribuire a spianare la strada verso 120,83/121,85 (resistenza dicembre 2014-gennaio 2015). L’EUR/JPY è salito sopra la sua media mobile a 21 giorni (134,71) per la prima volta da dicembre 2014. La diffusa propensione per l’EUR determinerà se il tentativo rialzista si trasformerà in una correzione di breve termine più sostenibile.
I tori dell’AUD/USD fanno fatica ad acquisire slancio. I prestiti per le abitazioni e gli investimenti sono cresciuti in modo significativo a dicembre in scia alle attese di un allentamento della politica dalla RBA (cosa che effettivamente è successa). Il surriscaldamento del mercato immobiliare australiano tornerà sicuramente in primo piano e il rallentamento della svalutazione dell’AUD si avvicina ai 75 centesimi. Nel brevissimo termine, tuttavia, il rapporto sull’occupazione di giovedì frena i tori dell’AUD. La formazione di un martello invertito conferma che il mercato sta cercando di determinare un minimo. La coppia AUD/NZD ha acquisito un momentum negativo con un pattern di minimi e massimi più bassi, e si dirige verso il minimo di gennaio a quota 1,0355.
Ben sostenuta sopra la sua media mobile 50 giorni (11,5464), la coppia USD/ZAR è salita fino a 11,7544 in scia al calo dei mercati delle materie prime, alla flessione maggiore del previsto dell’IPC cinese e alla bozza del G20, che avverte su un periodo prolungato di domanda debole e bassa inflazione. L’inaspettato miglioramento della produzione manifatturiera (+2,3% m/m a dicembre) e il calo della disoccupazione (dal 25,4% al 24,3%) – i dati sono stati pubblicati ieri – non sono riusciti a rinvigorire i tori dello ZAR. Gli operatori si concentrano sui dati riferiti a oro, attività minerarie e produzione (in uscita il 12 febbraio), mentre le pressioni a vendere pesano ulteriormente sullo ZAR.
In Turchia, l’USD/TRY ieri ha raggiunto un nuovo massimo storico pari a 2,5071, perché gli investitori mettono in discussione l’indipendenza della banca centrale in scia alle pressioni senza precedenti dei leader politici volte a tagliare i tassi della TRY. La notizia che il governatore Basci ha lasciato la sua casa, di proprietà dello stato, ha fatto ripartire le speculazioni su una sua probabile uscita di scena. Se questo scenario si materializzasse, gli investitori di breve e lungo periodo se la daranno inevitabilmente a gambe. L’inversione della curva dei titoli sovrani denominati in TRY conferma lo stress crescente sui titoli turchi. Rimaniamo defilati perché aumentano le volatilità sulla TRY. La volatilità implicita a un mese dell’USD/TRY ha superato il 15%.
Il calendario economico di oggi non è fitto di appuntamenti; gli operatori monitoreranno il tasso di disoccupazione di gennaio in Svezia, il PIL t/t riferito al quarto trimestre in Norvegia, le richieste di mutui MBA aggiornate al 6 febbraio e la dichiarazione sul budget di gennaio negli USA.

Segui i prossimi webinars per approfondire l’operatività e l’analisi tecnica.

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