Propensione contenuta per le valute dei mercati emergenti ad alto beta prima dei dati sul lavoro USA

Scritto il alle 10:14 da [email protected]

Nella notte l’operatività sul forex è rimasta per lo più confinata all’interno di fasce, l’azionario è salito, fatta eccezione per il Composite di Shanghai, in calo a 3.052,939 punti in scia alla notizia secondo cui Hong Kong stima che la quota di contrattazioni di Shanghai sarà utilizzata interamente entro la fine del primo trimestre (Rts). L’USD/CNY ha aperto in gap dopo che Lei (PBoC) ha detto che il taglio del quoziente RRR di questa settimana non rappresenta l’inizio di nuovi consistenti stimoli monetari. Tuttavia, considerate le condizioni macroeconomiche, gli operatori ritengono possibili nuovi tagli dalla PBoC per mantenere la liquidità stabile, visto che permangono le preoccupazioni per la crescita. Gli ordini d’acquisto per le opzioni si susseguono sopra 6,20 prima della campanella di chiusura.

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L’USD/JPY e i cross con lo JPY hanno avuto un andamento contrastato a Tokyo. L’USD/JPY trova resistenza in corrispondenza della linea di conversione a 9 giorni di Ichimoku (117,66), si osservano altre offerte a 118,30/119,28 (linea di base / massimo della nuvola). Le scommesse per le opzioni diventano favorevoli sopra 119,40. Al ribasso, gli ordini si susseguono da 117,00/25.
L’EUR/USD e l’EUR/JPY continuano a essere offerti sotto la loro media a 21 giorni (rispettivamente a 1,1495 e 135,38), perché gli operatori tentano di vendere cross con l’EUR in scia alle incertezze che circondano la situazione greca. I livelli tecnici dell’EUR/USD sono positivi, anche se ci sono discrete barriere legate alle opzioni a 1,15+; se fossero superate, per la coppia si aprirebbe la strada verso 1,1660/79 (38,2% di Fibonacci sulle vendite di dicembre-gennaio / massimo 21 gennaio). I dati sul lavoro USA dovrebbero essere determinanti nel fornire direzionalità prima della chiusura di settimana, sebbene le tensioni fra UE e Grecia rappresentino il maggior rischio al ribasso per lo slancio rialzista di breve termine di entrambe le coppie.
I dati sul lavoro USA rappresentano l’evento chiave della giornata. Le buste paga non agricole (NFP) di gennaio dovrebbero mostrare un incremento di 230K unità (rispetto alle 252K precedenti), il tasso di disoccupazione probabilmente si è stabilizzato al 5,6%, con un leggero miglioramento delle retribuzioni medie. Abbiamo visto negli ultimi rilevamenti che le spese delle famiglie arrancano. Ciò significa che la debolezza del PCE di fondo è dovuta parzialmente alla scarsa spesa e non solo al calo dei prezzi del petrolio. Un dato NFP forte oggi dovrebbe tenere vive le speranze dei falchi della Fed di vedere un primo rialzo del tasso nella seconda metà del 2015; s’incurva la curva dei rendimenti dei titoli di Stato, i rendimenti dei decennali sono di nuovo sopra l’1,80%.
Continua il recupero delle valute ad alto beta. Con la ripresa dei mercati petroliferi, l’USD/CAD è sceso sotto 1,2500. L’AUD/USD testa quota 0,7850 (doppio massimo segnato dopo la RBA), mentre la coppia NZD/USD si prepara a entrare nella zona di consolidamento di breve termine in caso di chiusura giornaliera superiore a 0,7451 (pivot MACD). Nel pomeriggio la propensione per l’USD sarà importante, perché la Fed si discosta dalle politiche monetarie espansive di Canada, Australia e Nuova Zelanda.
Altrove, l’USD/BRL si è impennato a 2,7620 (nuovo massimo da 10 anni) perché lo scandalo corruzione che interessa Petrobas allontana i flussi dal Brasile, e a ciò si somma la diffusa propensione ridotta per le valute emergenti prima dei dati sul lavoro USA. La coppia USD/ZAR testa la base (11,25) del trend discendente di gennaio-febbraio con discrete barriere per le opzioni a 11,40, che favoriscono una correzione di breve termine più marcata dello ZAR, se il dato USA non riserverà sorprese.
Oltre ai dati USA, gli operatori monitoreranno: produzione industriale m/m e a/a di dicembre in Germania e Spagna; bilancia commerciale di dicembre e saldo di bilancio per l’anno corrente in Francia; riserve in valuta straniera di gennaio e vendite al dettaglio di dicembre a/a in Svizzera; saldo di bilancio e prezzi medi delle abitazioni di gennaio in Svezia; produzione industriale e manifatturiera m/m e a/a di dicembre in Norvegia; bilancia commerciale di dicembre nel Regno Unito; buste paga non agricole, tasso di disoccupazione e partecipazione, retribuzioni medie m/m e a/a di gennaio negli USA; tasso di disoccupazione e partecipazione, variazione nell’occupazione di gennaio in Canada; credito al consumo di dicembre negli USA.

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