La TRY riprende fiato dopo l’IPC, crolla il surplus commerciale svizzero

Scritto il alle 12:46 da [email protected]

I mercati finanziari turchi riprendono fiato dopo che il calo dell’IPC ha mancato la soglia del punto percentuale della BCT che avrebbe innescato un incontro d’emergenza del Comitato di Politica Monetaria (CPM) per abbassare ulteriormente i tassi. Poiché le pressioni politiche continueranno fino alla riunione programmata del 24 febbraio, i tori della TRY saranno certamente restii a costruire posizioni per invertire l’attuale trend negativo della lira. In Svizzera, il deterioramento dei dati commerciali dovrebbe inasprirsi nel rilevamento di gennaio.

L’IPC turco manca la soglia del punto percentuale fissato da Basci per un incontro d’”emergenza”

La lira turca ha compiuto una correzione aggressiva sul lato rialzista dopo che il dato riferito all’inflazione di gennaio ha mancato la soglia fissata da Basci per convocare una riunione d’”emergenza” per domani per abbassare i tassi turchi. La Banca Centrala Turca (BCT) ha annunciato che domani non si svolgerà nessun direttivo straordinario visto che l’IPC primario è sceso dall’8,17% al 7,24% su base annua a dicembre (rispetto al 6,80% previsto), mentre l’IPC di fondo non è calato sotto l’8,63% a/a (rispetto all’8,10% prev1isto). Nello stesso comunicato, la BCT ha anche dichiarato che l’inflazione è migliorata grazie alle politiche monetarie e di liquidità prudenti, sottolineando l’importanza di un’impostazione cauta nonostante il rallentamento dell’inflazione dovuto soprattutto a fattori esterni (prezzi del petrolio). Ora è ufficiale, la prossima riunione si svolgerà, come da programma, il 24 febbraio. A margine, ricordiamo che le pressioni politiche sui tassi permangono, infatti il consulente di Erdogan Bulut ha osservato che “è quasi un calo di un punto percentuale. Nessuno può più accampare scuse”. La piazza finanziaria difficilmente condivide questa impostazione politica sui tassi, poiché, al momento, i rendimenti dei titoli di Stato turchi equivalgono a rendimenti reali negativi. Un taglio del tasso eccezionale sarebbe difficile da giustificare in termini reali e verrebbe visto come un serio errore nella definizione del prezzo. Le pressioni per tassi più bassi continueranno sicuramente prima della riunione programmata del 24 febbraio, ma ricordiamo che gli investimenti turchi sono soggetti a rischi politici in vista delle elezioni di metà 2015, che dovrebbero indurre il mercato a rifiutare, prima o poi, un contesto di rendimenti reali e premi di rischio pari allo zero!

La base valutaria incrociata a 3 mesi dell’USD/TRY dimostra la brusca inversione nelle preferenze per le operazioni di carry trade a svantaggio della lira, parallelamente alle costanti volatilità sul forex da metà 2014. Anche se un taglio d’”emergenza” non è più all’ordine del giorno, i dati sul lavoro negli USA (in uscita venerdì) dovrebbero frenare i tori della TRY nel breve termine. Con l’avvicinarsi della riunione della BCT del 24 febbraio, le crescenti pressioni politiche sulla BCT dovrebbero pesare ulteriormente sul valore della lira e degli investimenti in lira turca.

Bilancia commerciale svizzera destinata a peggiorare ulteriormente

A dicembre, il surplus commerciale svizzero è calato da 3,80 (dato rivisto) a 1,52 miliardi di franchi, perché le esportazioni sono calate del 3,1% m/m. Si prevede che, già a gennaio, un brusco deterioramento farà diventare negativa la bilancia commerciale in scia alla rimozione della soglia per l’EUR/CHF. Vista la superficie ridotta della Svizzera, la prossimità geografica e gli accordi commerciali ufficiali con i paesi dell’Eurozona che circondano il paese, c’è un forte incentivo ad attraversare le frontiere per acquistare beni e servizi con uno sconto (superiore al 20%) dovuto al cambio. Ecco perché l’impatto del tasso di cambio dovrebbe essere visibile già nei dati di gennaio.

L’USD/CHF testa la media mobile a 200 giorni (0,9293) e c’è spazio per un’ulteriore correzione al rialzo. Prevediamo una normalizzazione verso la media mobile a 50/100 giorni (0,9570/91) perché la propensione per l’USD rimane limitata prima dei dati sul lavoro USA in uscita venerdì. Per quanto riguarda l’EUR/CHF, invece, la propensione appare instabile perché imprenditori e commercianti cercano di vendere euro a “buon” prezzo per proteggersi dal rischio.

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