EUR schiacciato dopo l’annuncio del QE

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Ieri la BCE ha annunciato il tanto atteso programma di allentamento quantitativo (QE). Oltre agli acquisti di obbligazioni private introdotti nell’ultimo trimestre del 2014, da marzo 2015 a settembre 2016 la BCE acquisterà debito pubblico e debito istituzionale europeo per 60 miliardi di euro al mese. La portata complessiva del programma ammonta a 1.100 miliardi di euro, cifra che supera le previsioni, peraltro già aggressive, del mercato (si attendeva un programma da 750 a 1.000 miliardi di euro, con il coinvolgimento delle Banche Centrali Nazionali, BCN). Le BCN deterranno l’80% dei bond nazionali, e il 20% del rischio sarà condiviso. Draghi si è detto “sorpreso che la questione della condivisione del rischio sia diventata l’aspetto più importante per l’efficacia della nostra politica monetaria”, schema che ha introdotto un certo grado di frammentazione all’interno del sistema monetario unico dell’Eurozona. L’euro è stato venduto aggressivamente in scia all’annuncio, scendendo sotto il minimo del 2005 (1,1460). Per la prima volta da settembre 2003, gli operatori asiatici hanno fatto scendere l’EUR/USD a 1,1315. Le pesanti vendite hanno reso ancor più marcate le condizioni d’ipervenduto (RSI al 19,5%). Il sentiment è nettamente negativo. A nostro avviso, sono in corso coperture di corti, anche se discrete barriere per le opzioni dovrebbero frenare i tentativi di rialzo prima del fine-settimana. Si osservano consistenti scadenze di opzioni put a 1,1450, 1,1400, 1,1350 e 1,1300. L’EUR/GBP si è indebolito ulteriormente, scendendo a 0,75523 (livelli d’inizio 2008). Le consistenti barriere per le opzioni a 0,76 dovrebbero continuare a esercitare pressioni a vendere sulla coppia prima della campanella di chiusura settimanale.
L’EUR/JPY è crollato a 133,95, cancellando completamente i rialzi segnati fra ottobre e dicembre. Una discreta domanda di JPY contro EUR ha frenato i rialzi dell’intero complesso JPY. L’USD/JPY ha compiuto un timido passo sopra il massimo della nuvola giornaliera di Ichimoku (118,47). Una chiusura settimanale superiore a 118,58 (pivot MACD) dovrebbe suggerire un’inversione rialzista di breve termine. Oggi le scommesse per le opzioni sono inclinate positivamente sopra l’area 118,35/50.

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Dopo l’annuncio del QE della BCE, la banca nazionale danese (BND) ha tagliato il suo tasso sui depositi dal -0,20% al -0,35%, segnalando ulteriore nervosismo intorno all’ancoraggio dell’EUR/DKK. Anche se la BND ha ancora spazio di manovra per difendere l’ancoraggio, a nostro avviso due interventi nel giro di una settimana hanno attirato l’attenzione degli speculatori, e potrebbero spingere la banca verso strategie difensive più aggressive nelle settimane e nei mesi a venire.
L’AUD/USD è sceso sotto gli 80 centesimi perché il contesto di liquidità a buon mercato e persistente debolezza dei prezzi delle materie prime fa aumentare le speculazioni su un taglio del tasso alla riunione della RBA del 3 febbraio. Una mancata chiusura superiore a 0,8050/54 (pivot MACD e massimo infragiornaliero) dovrebbe segnalare la fine della fase di correzione rialzista. Dalla prossima settimana ci sono solide barriere per le opzioni a 0,80+.
Il cable ha scavalcato il supporto a 1,50. Il prossimo supporto staziona a 1,4814 (minimo del 2013). L’inversione di rischio a un mese della coppia GBP/USD è in costante flessione al ribasso, il che conferma il diffuso giudizio negativo dopo la svolta accomodante in seno alla BoE.
Il calendario economico odierno: fiducia del manifatturiero e delle imprese di gennaio in Francia; PMI (preliminare) manifatturiero, servizi e composito di gennaio in Francia, Germania ed Eurozona; vendite al dettaglio di dicembre nel Regno Unito; indice sull’attività nazionale di dicembre della Fed di Chicago; IPC m/m e a/a di dicembre e vendite al dettaglio m/m di novembre in Canada; PMI (preliminare) manifatturiero di gennaio, vendite di case esistenti m/m e indice predittivo di dicembre negli Stati Uniti.

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